Cos'è il Reiki

Cos’è Reiki

La parola Reiki è di origine giapponese ed è composta da due sillabe: Rei e Ki.Reiki3

La prima – Rei – significa “qualcosa di misterioso, miracoloso e sacro”. Essa sta ad indicare l’Energia primordiale (Divina); è quell’energia

che esisteva ancor prima della creazione dell’universo, il principio divino dal quale è scaturito il Big Bang e che ha portato alla creazione dell’universo in tutte le sue manifestazioni (Ki).

La seconda – Ki – significa “atmosfera” o “qualcosa che non si vede” o anche “l’energia dell’universo”. Tale termine indica l’Energia Vitale Universale intrinseca ad ogni essere e/o cosa.

Il Ki permette ad ogni cosa di esistere e agli esseri viventi di vivere; è l’energia che regola il funzionamento stesso dell’Universo.

 Ki è il corrispondente del Chi per i cinesi, del Prana per gli indù, Luce o Spirito Santo per cristiani.

In sintesi è un metodo per trovare la pace interiore e il Ben-Essere psico fisico, attraverso la meditazione,  seguire dei principi etici e morali (Dharma) e l’utilizzo dell’energia universale per riequilibrare tutte le energie disarmoniche del nostro corpo.

Come si svolge una seduta Reiki
L’operatore Reiki avvicina o appoggia le mani sul corpo del soggetto interessato, in modo che l'energia vitale universale possa fluire naturalmente nelle aree del corpo che più ne hanno bisogno.

Per ricevere un trattamento Reiki non è necessario spogliarsi, vengono toccati delicatamente diversi punti del corpo, dalla testa alle gambe, focalizzandosi sui centri energetici del paziente stesso (chakra), e sui siti di dolore o disagio.

A differenza di altri metodi, il Reiki non comporta l'utilizzo di pressione, massaggio, sfregamento o strumentazione.

Il Reiki può essere praticato anche come auto-trattamento (self-help).

È indicato soprattutto nelle professioni di aiuto, per chi lavora nei servizi sociosanitari, ed è utilissimo anche per prevenire fenomeni di burnout, mancanza di motivazione e stress da lavoro del personale infermieristico.
L'energia Reiki viene spesso confusa con la pranoterapia, ma c'è una netta distinzione da fare: la Pranoterapia si basa sul concetto che il corpo umano sia un campo energetico attraverso il quale scorre il prana o energia vitale allo scopo di eliminare i blocchi e far ricircolare l’energia vitale, per fare questo l'operatore cede la propria energia in eccesso.
Il Reikista, pur basandosi sullo stesso principio e sull’imposizione delle mani, non cede la propria energia, ma è un semplice canalizzatore dell'energia universale.

 Il Reiki, non è da considerarsi una cura, né tanto meno un farmaco; si diventa operatori in seguito a dei corsi teoricopratici, durante i quali oltre a conoscere i flussi energetici, il loro percorso e interdipendenza con gli organi e sistemi del corpo umano, ci si sottopone ad un profondo lavoro di consapevolezza che richiede un intenso stimolo all’evoluzione personale.

Gli operatori sono semplici esseri umani con i loro problemi, le loro difficoltà che hanno scelto di occupare una parte del loro tempo nel dare sollievo, ad un altro essere umano.

Alcune persone scelgono di diventare operatori Reiki perché avendo già attraversato il calvario della malattia, e riscontrato su di sé ottimi benefici dai trattamenti energetici, sentono una spinta interiore, un vero e proprio desiderio, di sollevare il prossimo per quanto possibile, dalla sofferenza.

Tutti ricevono beneficio dai trattamenti Reiki, anche gli scettici, inoltre nessuno viene plagiato o sottoposto a strani riti o torture mentali.

Il Reiki, come principio universale, non
infonde false speranze né professa religione alcuna, ma ne rispetta, di ognuna, l’essenza basata sull’Amore e sulla Fratellanza.

Il reiki non è considerato una medicina quindi opera sull'energia Vitale ,riequilibrandola.

Il Reiki e la fisica quantistica

Secondo Albert Einstein, "tutta la materia del'Universo non è altro che energia solidificata, con una frequenza vibrazionale minore rispetto alla costante velocità della luce al quadrato". Quindi l'energia e la materia si differenziano solamente per la loro frequenza vibratoria.

 Il corpo umano, nel suo aspetto materiale, non è altro che un agglomerato di frequenze vibrazionali, che interagiscono tra loro, attraverso delle reazioni biochimiche, attraverso l’interscambio di informazioni tra energie con frequenze diverse. 
Ogni massa fisica si distingue dalle altre per la struttura della sua frequenza energetica.

Ad esempio avremo il Fegato con una sua frequenza vibrazionale, che raccoglie cellule di uguale frequenza, determinando la forma della sua stessa massa.
Lo stesso discorso vale per tutte le parti del nostro corpo quali: Ossa, Muscoli, Organi, Visceri, Fluidi. L’operatore Reiki seguendo il principio dell'influenza vibrazionale, riesce a riportare le frequenze del ricevente allo stato di benessere originario.

Nel caso specifico del Reiki una delle principali leggi della fisica quantistica  enuncia che: "una frequenza energetica maggiore, che entra in contatto con una frequenza energetica minore, influenza la condizione vibrazionale dell'energia più piccola".




Nel 1975 Fritjof Capra – fisico e teorico dei sistemi – pubblica  il tao della fisica ,

un libro destinato a fare la storia e continuamente ristampato in tutto il mondo, con grandissimo successo, ancora a distanza di 35 anni. Capra, nel suo libro, dimostra le straordinarie analogie tra quanto veniva predicato nelle antiche filosofie orientali e quanto veniva scoperto dalla moderna fisica quantistica.

Mistica e scienza, in epoche diverse e in culture diverse, sembra arrivassero a conclusioni straordinariamente simili.

Da quel momento, una serie di pensatori ha avuto uno strumento in più per cercare quell’incontro tra scienza e spiritualità che in passato costitutiva la norma, ma che nell’epoca moderna sembra inconcepibile. 

I grandi matematici, nell’antichità, erano infatti sempre grandi filosofi e i grandi filosofi erano grandi matematici.

Non a caso, persino l’inventore del celebre teorema di Pitagora, che intimorisce da sempre i bambini sui banchi di tutto il mondo, viene poi riscoperto nei libri di filosofia.

Nonostante questo, nel moderno occidente era probabilmente inevitabile e “sano” che la scienza si emancipasse dalla spiritualità.

La “nostra spiritualità”, infatti, si era canalizzata, nei secoli, negli austeri dogmi delle religioni monoteistiche: ebraismo, cristianesimo, islamismo.

Tre grandi religioni che, però, si sono spesso opposte alla scienza e che la scienza ha poi considerato come un nemico.

Mentre l'incontro tra la spiritualità orientale, o quella dei greci, e la scienza tout court è stata in qualche modo naturale e forse inevitabile.

Con la fisica quantistica, però, è forse finalmente giunto il momento di un nuovo confronto tra le due facce della medaglia.

Scienza e spiritualità possono per la prima volta incontrarsi percorrendo una via occidentale.

La fisica quantistica sta veramente rivoluzionando l’intera concezione della realtà.

Le implicazioni delle scoperte degli ultimi decenni, tuttavia, non hanno ancora nemmeno cominciato a scalfire le nostre convinzioni. 

Ma, quando cominceremo ad intuire le implicazioni di quanto scoperto dagli scienziati, il mondo non potrà più essere lo stesso...


 Qual è il rapporto tra scienza e ricerca di “Dio”? 
  Ricercare Dio addormenta la ragione, spinge alla contemplazione, porta alla stasi, e si basa su una “fede”.

 Ricercare il segreto della materia nasce esclusivamente dall’uso della ragione e, per chi lo sa o vuole fare, sotto la guida dell’intuizione.

 Chi usa solo la ragione ovviamente non può intravedere una coscienza nell’Universo; chi usa anche l’intuito – ovvero: quella specie di “radar” che guida la nave e il motore che la muove, per ricordare una delle tante metafore di David Bohm – non solo può percepire la coscienza, ma può anche asservire la ragione a scopi molto focalizzati specialmente con il sostegno della volontà.

Ciò, però, non significa arrivare a Dio, significa forse solo diventare parte della sua mente.

La mente di un ente non localizzato né nello spazio né nel tempo, e che probabilmente risiede nel vuoto e nelle particelle virtuali che ne nascono e muoiono. L’obiettivo è mentale.

Trovare realmente Dio significa saper usare anche il cuore, ma questo, proprio per costituzione interna, non riguarda gli scienziati, che si accontentano di dire alla mente di fare cose che siano giuste.

 Il rapporto è una relazione complessa e, a tratti, addirittura conflittuale, tra due polarità competitive.

Non dimentichiamo che la frattura tra scienza e religione si è consumata appena tre decenni fa, quando, – nel 1981 – la National Academy of Sciences degli USA ha emesso una sentenza di formale divorzio: “Religione e Scienza sono due dimensioni del pensiero umano distinte e reciprocamente esclusive”.

 In realtà, questa “incompatibilità” ha a che fare più con la competizione tra diversi dogmi che con un intrinseco conflitto tra Scienza e Dio.

Dopo il divorzio, comunque, il risentimento tra le parti anziché attenuarsi si è acuito.

Come ha osservato il premio nobel Joshua Lederberg, biologo molecolare presso la Rockefeller University, “lo spazio di cui Dio può disporre continua a ridursi progressivamente”.

 

Si parla ormai da oltre tre decenni di incontro tra oriente e occidente, tra scienza e mistica. 
 Penso che sia un’occasione positiva di crescita sia per noi occidentali che per gli orientali stessi.

Del resto il cervello umano è strutturato sia in maniera razionale che in maniera intuitiva, le due funzioni interagiscono tra di loro.

Un “uomo spezzato” è portato a spezzare il mondo impedendo, così, ogni forma di scambio o interazione, che invece potrebbe far evolvere entrambi i lati della medaglia.

 i metodi  “classici” della Scienza della Fisica in particolare,  anche che una radio senza antenna possa funzionare male o per nulla.

Una scienza razionalista senza l’antenna dell’intuizione, quindi, non solo non può portare da nessuna parte, ma può addirittura invertire i suoi veri scopi.

L’umanità ne ha un profondo bisogno, ma non attraverso una mera fusione tra le due qualità dello spirito umano.

Un’antenna fusa assieme, e senza criterio logico, ad un amplificatore radio produrrebbe solamente un’accozzaglia inutile

 Un’antenna mirabilmente asservita all’amplificatore può invece potenziare, anche grandemente, l’apparato radio stesso.

Non dimentichiamo che la Ragione non serve solo a fare missili o computer, ma anche a vegliare sul nostro agire: e, per questo motivo, la Ragione stessa è un’altra attitudine fondamentale del nostro esistere.

Se devolvessimo la nostra conoscenza al puro “sciamanesimo” usciremmo completamente fuori controllo: ciò lascerebbe spazio solo alla pazzia e a società totalmente delirante.

Ciò non toglie che il singolo debba raccogliersi in meditazione, come se ricorresse ad una specie di benefica doccia per scacciare le impurità.

Ma deve poi passare subito all’azione, ovvero a gesti che richiedono l’effetto operativo della razionalità.

Perché, pur avendo uno spirito, siamo fatti di materia e viviamo in un mondo di materia che non è per nulla un’illusione: è così che funziona la vita, e non possiamo sottrarci alle leggi della materia .

La razionalità ci deve aiutare a cavalcare l’onda senza cadere, mentre l’intuizione ci deve guidare in una direzione che sia giusta e corretta.

 Oriente ed occidente sono per la Terra e per il suo mentale, quello che sono il lobo destro e quello sinistro per il cervello umano.

Mistico, devozionale, contemplativo, spirituale, assoluto il primo.

Logico, razionale, analitico, scientifico e relativo, il secondo.

Come per i due lobi frontali della testa, (metà e metà a costituire l’unità) le due polarità oriente ed occidente (anch’esse una benedizione a metà del pianeta) hanno una funzione congiunta, equilibratrice ed indissolubile.

Una qualsiasi “struttura” vivente, per funzionare, non può prescindere da questa inscindibile unità.

Si spiega allora come oggi la fisica moderna (la fisica quantistica) ci porti ad una concezione del mondo che è sostanzialmente “mistica”.

Ciò perché, a differenza della fisica meccanicistica occidentale, tutta concentrata sull’inerte, la concezione orientale del mondo è di tipo “organicistico”.

Si tratta allora di incominciare a cambiare il significato degli opposti e a ridefinire il rapporto inevitabilmente integrativo esistente tra di essi e considerare la loro necessità di (co)esistere fino al punto di fondersi, poiché dal dinamismo delle due polarità dipende l’eterna tensione della vita, metà e metà di un’unica indissolubile Realtà.

Proprio in quella diversità, infatti, i due mondi, l’occidentale e l’orientale, si fondono (e si fonderanno) fino a colmare l’”apparente” dualità; a quel punto la “diade” diventerà un tutt’unico: una, unica, assoluta ed indissolubile in tutti i suoi aspetti, nessuno escluso.

È un’impresa, un incontro che i più ritengono impossibile in quanto sfida apertamente tutto ciò che agli esseri umani sia mai stato insegnato tramite quelle credenze assimilate che li mantengono in questa illusione, fissi al loro posto.

Ciò perché gli uomini non hanno ancora capito quello che vorrebbe esprimere il simbolo del “Tao”, adottato anche dalla fisica di Niels Bohr e di Fritjof Capra: il mondo è ciò che è, una coesistenza di oriente e di occidente, proprio come il giorno (“dies”,”djos”, in sanscrito dio), che è una coesistenza del dì (dove nasce la luce d’oriente) e della notte (dove tramonta la luce d’occidente).

La luce (pensiero Vivente), è sempre luce non ha una patria, con un acronimo, si può definire come quella cosa che è La Unica Cosa Esistente.



Il Reiki negli ospedali
Il Reiki affianca la terapia convenzionale in numerosi centri ospedalieri di tutto il mondo.
In USA:
• Tucson Medical Center (TMC) – Arizona. Dal 1995 si eseguono trattamenti Reiki ai pazienti nei loro letti, per opera di volontari. Il Reiki si è diffuso prima in Oncologia e poi gradualmente anche negli altri reparti.
• Portsmouth Regional Hospital – New Hampshire.

Reiki offerto sistematicamente come servizio per i pazienti del reparto di Chirurgia dell’ospedale, da parte di 20 membri formati al Reiki.

Più di 400 pazienti hanno ricevuto trattamenti pre o post operazione dal 1997 ad oggi.
• California Pacific Medical Center – North California. È uno dei più grandi ospedali della California

 Al suo interno usa molte medicine complementari, tra cui Reiki.
In Svizzera:
• alcune assicurazioni e casse mutualistiche rimborsano i trattamenti di Reiki. Da citare Group Mutuel, Intras, Swica, La Caisse Vaudoise, Supra.
In Italia:
• il Reiki viene effettuato ai pazienti secondo tariffario del S.S.N. al Centro di Medicina Psicosomatica dell’Ospedale S. Carlo Borromeo di Milano, all’Ospedale Versilia dell’Azienda Sanitaria della Regione Toscana ed al Policlinico di Roma.

Vi è da segnalare inoltre la significativa esperienza del C.O.E.S. (Centro Oncologico Ematologico Subalpino) dell’Azienda Ospedaliera San Giovanni Battista di Torino Ospedale Molinette.



Remise en Forme

Tonificante Vulca

Exclusive SPA

CHALLENGE 4D x 5

CHALLENGE 4D x 10

La Lista dei desideri è vuota
Il carrello è vuoto